Forum Internazionale del Gran Sasso: dove il passato incontra il futuro

 

 

Il 25 e il 26 giugno 2018 si è svolto a Teramo il “Forum Internazionale del Gran Sasso: dove il passato incontra il futuro”, organizzato dalla Diocesi di Teramo-Atri, in collaborazione con il Miur e con la Regione Abruzzo, e tenutosi presso l’Università degli Studi di Teramo.

Una due-giorni di seminari e convegni multidisciplinari in cui sono confluiti docenti e ricercatori da tutta Europa, ma anche da altri Paesi come Turchia e Israele.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” ha partecipato attivamente al Forum, contribuendo all’organizzazione scientifico-organizzativa dell’evento convegnistico anche con l’apporto di propri esperti ricercatori nell’ambito della Sessione pomeridiana dal titolo “La nutrizione del Terzo Millennio tra sostenibilità e sicurezza” - moderata dal Direttore Generale prof. Mauro Mattioli - e della Tavola Rotonda su “Cultura del Mediterraneo e Strategie transfrontaliere”.

 

I contributi dei ricercatori dell’Istituto hanno interessato varie tematiche, quali la sicurezza e la rintracciabilità degli alimenti, la genomica come strumento innovativo per le analisi di laboratorio, le metodologie utilizzate nell’investigazione di focolai di tossinfezione alimentare e, infine, il ruolo chiave del Mar Mediterraneo e dei Paesi che vi si affacciano nell’ambito della diffusione di patologie che interessano gli animali e l’uomo.

In particolare, la dott.ssa Rossana Scarpone ha evidenziato "come la ricerca di sostanze xenobiotiche negli alimenti con approccio non target è diventata una priorità ai fini della sicurezza alimentare" tanto che l’IZSAM, da qualche anno, ha indirizzato l’attenzione verso la ricerca del “unknown”, “untarget” negli alimenti destinati all’uomo e agli animali, dotandosi di strumenti e personale preparato a raccogliere tale sfida.

 

Il dott. Cesare Cammà ha ribadito l’importanza della genomica quale strumento per “studiare con maggiore efficienza i meccanismi di virulenza e di resistenza ai farmaci (AMR) dei microrganismi e per sviluppare metodi diagnostici nuovi e più efficaci”. Interessante anche l’intervento del dott. Francesco Pomilio, in cui è stata evidenziata l’importanza della conoscenza e del saper applicare le metodologie utilizzate nell’investigazione di focolai di tossinfezione alimentare per “individuare correttamente la sorgente dell’infezione e per contribuire a minimizzare il danno nei consumatori determinato dall’assunzione di cibi contaminati”.

Il dott. Nicola Ferri, nell’ambito della Tavola Rotonda sulle Strategie Transfrontaliere, ha riportato alcuni esempi di epidemie che hanno causato l’abbattimento coatto di milioni di animali e ingenti danni economici. Ha, inoltre, riferito sulle principali collaborazioni transfrontaliere dell’Istituto (quali REEV-Med, REMESA ed ERFAN) e sui principali strumenti progettuali previsti dall’Unione Europea, quali IPA-CBC, Med, Prima.

 

La presenza attiva dell’Istituto al Forum è stata sicuramente un’importante occasione di confronto e scambio di conoscenze con i rappresentanti degli altri Enti di ricerca europei e delle Università, e un primo concreto tassello per realizzare future e costruttive collaborazioni sui temi di comune interesse.

 

 

5 luglio 2018 (CDI)

 
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