L'Istituto alla FAO per la gestione delle emergenze

 

 

L’IZS dell’Abruzzo e del Molise ha preso parte ai lavori dello comitato direttivo dell’Emergency Management Centre for Animal Health - EMCAH) che si è riunito a Roma giovedì 8 e venerdì 9 novembre. L’EMCAH, dal 2006, è uno strumento operativo della FAO: recentemente è stato riorganizzato e rafforzato grazie al contributo di Australia, Francia, Giappone e Stati Uniti. È un punto di riferimento internazionale per la gestione delle emergenze sanitarie del settore agro zootecnico e sta ampliando il proprio campo di azione per aumentare il grado di preparazione e l’efficienza degli interventi in sanità pubblica veterinaria relativamente ad eventi catastrofici di origine naturale o antropica, ad esempio l’uso di agenti biologici per fini terroristici.

 

Negli ultimi anni sono aumentate le emergenze sanitarie con gravi danni sulle economie locali e disequilibri commerciali del comparto agroalimentare. L’incremento degli scambi internazionali, le ripeture crisi umanitarie provocate da conflitti o flussi migratori e le relative movimentazioni incontrollate di animali e dei loro prodotti aumentano il rischio di diffusione di malattie infettive e zoonosiche, accelerandone la rapidità di estensione. Sulla base di un’esperienza ultradecennale, l’EMCAH ha lanciato un piano d’azione strategico per il 2018-2022 che indica chiaramente la visione, la missione e gli obiettivi da perseguire per rafforzare le azioni di supporto alla gestione delle emergenze attraverso iniziative formative, lo sviluppo e la promozione di nuovi strumenti gestionali e l’assistenza tecnica sul campo, anche in chiave preventiva e nelle fasi di preparazione alle crisi sanitarie di interesse veterinario.

 

Nel corso dei lavori sono stati enfatizzati gli aspetti più salienti del rapporto annuale delle attività 2017-2018 dedicate a rafforzare la resilienza dei settori produttivi attraverso azioni di preparazione e simulazione, risposta e coordinamento di emergenze epidemiche, identificazione e mobilitazione rapida delle risorse disponibili. Tra le azioni di maggior interesse: l’aggiornamento del manuale di buone pratiche per la gestione delle emergenze (GEMP) - che coinvolge l’IZSAM sulla scorta delle esperienze maturate nella gestione delle emergenze non epidemiche - al fine di ampliarne il campo di applicazione ad altri possibili rischi quali il rilascio deliberato di agenti biologici a scopo terroristico, con particolare attenzione ai Paesi in via di sviluppo. Sono state discusse le risultanze dei diversi eventi formativi erogati ai Servizi veterinari dei Paesi beneficiari e delle missioni effettuate in Paesi esposti al rischio di introduzione (ceppo cinese H7N9 di influenza aviaria in Viet Nam, peste suina africana in Tailandia) o di insorgenza di nuovi focolai epidemici su scala regionale (Febbre della Valle del Rift nell’est dell’Africa). Infine sono stati presentati il piano di emergenza globale per la gestione di focolai di peste bovina e il progetto triennale dell’OIE, finanziato dal governo canadese, che vedrà convolti anche FAO e Interpol nelle azioni di sviluppo e rafforzamento dei sistemi di contrasto e prevenzione all’agro terrorismo internazionale.

 

 

19 novembre 2018 (MG)

 
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