Assegnato il Premio Speciale IZSAM G. Caporale 2018

 

 

Il filmato trasmette un messaggio positivo attraverso uno spaccato di vita vissuta: il rapporto con l’animale elimina le barriere, promuove una naturale interazione, favorendo il ripristino dell’equilibrio emotivo”. Questa la motivazione della giuria - composta dall’autore della fotografia AIC Giuseppe Venditti, dalla fotografa di scena Flaviana Martino, dal regista Riccardo Forti e dal medico veterinario dell’IZSAM Flavio Sacchini - che ha assegnato il IX Premio Speciale IZSAM G. Caporale al cortometraggio Io e la mia asinella, realizzato dagli studenti del Polo Agrario dell’IIS Di Poppa - Rozzi, coordinati dalle professoresse Silvia Di Gennaro e Valeria Narcisi.

Io e la mia asinella sarà premiato con una targa ricordo e 700,00 € durante la Gran Cerimonia di Premiazione per la consegna degli esposimetri d’oro del Premio Di Venanzo, in programma sabato 13 ottobre al Cineteatro Comunale di Teramo a partire dalle ore 17:00.

 

Nel ruolo di Centro di Collaborazione per il Benessere Animale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE), l’IZS dell’Abruzzo e del Molise è impegnato da anni in studi e ricerche per migliorare su basi scientifiche la salute e la qualità di vita degli animali a livello globale. Nel 2010 ha bandito il Premio Speciale IZSAM G. Caporale, all’interno del Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica “Gianni Di Venanzo”, per diffondere la conoscenza nei confronti del benessere degli animali attraverso il mezzo cinematografico. Il Premio viene assegnato ogni anno al miglior filmato sulla relazione uomo-animale per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti della complessa interazione tra persone e animali negli ambienti di vita contemporanei.

 

La mattina di lunedì 8 ottobre, proprio al Polo Agrario del Di Poppa - Rozzi di Teramo, l’IZSAM e gli organizzatori del Premio Di Venanzo hanno incontrato gli studenti di alcune classi del triennio per presentare il Premio e discutere di benessere degli animali e del corretto rapporto uomo-animale.

Piero Chiarini, il presidente di Teramo Nostra, l’Associazione Culturale che organizza il Premio Di Venanzo, ha ricordato l’attività trentennale dell’Associazione e quanto fatto per il territorio anche nel settore ambientale e dell’agricoltura: come nel caso della Festa di Sant’Antonio con la benedizione degli animali. Il prof. Sandro Melarangelo, direttore artistico di Teramo Nostra, ha evidenziato la collaborazione con l’IZSAM che è una importante realtà scientifica non solo a livello locale e nazionale, ma soprattutto a livello internazionale.

 

La dott.ssa Carla De Iuliis, responsabile del reparto Servizi Bibliotecari e Comunicazione dell’IZSAM, ha tratteggiato la variegata attività dell’Istituto, soffermandosi sull’impegno profuso in tema di benessere animale e sul Museo del Gatto di cui è stato mostrato il video realizzato di recente dal settore Comunicazione dell’Istituto. Agli studenti è stato quindi mostrato il filmato istituzionale dell’IZSAM prima di passare la parola alla dott.ssa Alessandra Paolini, medico veterinario del reparto Benessere Animale dell’Istituto, che ha tenuto una lezione sul benessere di cani e suini. L’esperta ricercatrice ha introdotto il fenomeno del cannibalismo suino in allevamento e come fare per scongiurarlo con interventi poco dispendiosi, ha poi spiegato che il cane non è un antifurto ma un amico dell’uomo dalla notte dei tempi. Citando la Legge n. 281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, ha ricordato che il nostro è stato il primo Paese al mondo a legiferare in tale ambito e che su queste tematiche l’IZSAM è all’avanguardia: ne sono dimostrazione il sistema informativo per l’identificazione e la registrazione degli animali da compagnia, così come il protocollo Shelter Quality che rileva lo stato di benessere nei canili. La dott.ssa Paolini ha ricordato anche la Legge della Regione Abruzzo del 2013 che ha introdotto la figura del cane di quartiere; ovvero cani randagi sterilizzati, identificati e certificati come non pericolosi dal Servizio Sanitario che possono essere affidati ai Comuni, facendo sì che un potenziale pericolo come il cane randagio si trasformi in una risorsa per le fasce più deboli della comunità come anziani, invalidi e bambini. Docenti e studenti dell’Istituto Agrario hanno mostrato particolare attenzione e interesse, interagendo con la dott.ssa Paolini e con il personale dell’Istituto durante e dopo la lezione, con l’impegno di programmare nuovi incontri di interesse zootecnico e agrario.

 

 

11 ottobre 2018 (MG)

 
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