I ricercatori di 13 Paesi africani si incontrano con gli esperti dell'IZSAM

 

 

Epidemiologia molecolare, big data analisi, metagenomica, sequenziamento genomico massivo, sono solo alcuni degli ambiti operativi e di ricerca che l’IZSAM sta mettendo in campo per assolvere ai suoi compiti istituzionali con approcci di indagine innovativi, in grado di riscrivere la biologia dello stato di salute o di malattia. Dopo una percezione secolare dei batteri come una delle fonti principali delle malattie, ci accorgiamo oggi che noi, e così i nostri animali, siamo fatti anche di batteri (il microbioma) e che la loro composizione nei diversi distretti esterni o interni dell’organismo (ad esempio pelle e intestino), condiziona profondamente le nostre fondamentali funzioni. Così la composizione del microbioma intestinale influenza la nostra capacità di digerire ed assorbire i nutrienti assunti e condiziona la capacità di sviluppo di microorganismi patogeni responsabili di malattie enteriche. La conoscenza molecolare degli ecosistemi microbici ci mette oggi di fronte la possibilità di sfruttare particolari agenti virali, naturali predatori dei batteri, per arginare negli alimenti lo sviluppo di patogeni senza ricorrere all’uso di agenti tossici o antibiotici. Un approccio innovativo, dunque, che consente di prevenire l’insorgenza del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, in progressivo aumento.

 

È proprio per estendere e potenziare questi percorsi innovativi di ricerca e per sfruttare i vantaggi derivanti dall’applicazione dei risultati al campo della diagnosi e della prevenzione delle malattie infettive, che la settimana prossima si riunirà a Teramo, per due intense giornate di lavori, una fitta schiera di ricercatori provenienti da centri di ricerca di diversi Paesi africani con i quali l’IZSAM intrattiene da tempo importanti e fruttuosi rapporti di collaborazione scientifica.

La collaborazione ventennale con i Paesi africani ha da sempre rappresentato per l’IZSAM l’occasione per migliorare e ampliare le competenze scientifiche anche attraverso la ricerca sul campo in un contesto in cui le malattie attualmente non presenti sul territorio nazionale, possono essere introdotte, anche attraverso vettori come gli insetti. Conoscere queste malattie è il prerequisito fondamentale per prevenirle ed evitarne la diffusione, sia nell’uomo che negli animali. Proteggere la sanità pubblica nei Paesi africani significa anche tutelare la salute e l’economia dei Paesi europei, dato che ormai il Bacino del Mediterraneo è da considerare come un unico ambiente. Allo stesso tempo la salvaguardia della salute e del benessere animale, oltre a garantire una fonte di proteine nobili per il mercato nazionale, rappresenta anche un fattore di crescita economica, essendo una condizione non negoziabile per l’esportazione di alimenti di origine animale verso i mercati esteri, Europa compresa.

 

Poiché non è possibile affrontare un problema se non lo si è prima misurato, l’IZSAM in collaborazione con i ricercatori dei Paesi africani partner sta sviluppando una serie di sistemi informativi che consentono di gestire in tempo reale lo stato della consistenza numerica degli animali, i loro spostamenti sul territorio e gli esiti degli esami condotti dai sistemi veterinari per arrivare alla realizzazione di una piattaforma conoscitiva indispensabile per i programmi mirati di controllo della sanità animale e addivenire ad una credibile certificazione di sicurezza alimentare.

 

 
 

 

27 febbraio 2017

Materiale informativo relativo all'evento
 
 
 
 
 

(Servizio giornalistico emittente Tv6, 2/3/2017)

 
 
 
 
 
 
© IZSAM Marzo 2017
 
 
 
 
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