Centro di Referenza Nazionale per l'Epidemiologia Veterinaria, la Programmazione, l'Informazione e l'Analisi del Rischio

 
COVEPI

Con Decreto Ministeriale del 2 novembre 1991 il Centro Operativo Veterinario per l'Epidemiologia, la Programmazione e l'Informazione (COVEPI) è stato riconosciuto come Centro di Referenza Nazionale. Il DM del 18 giugno 2009 ha ampliato le competenze del COVEPI che ha assunto la nuova denominazione di Centro di Referenza Nazionale per l'Epidemiologia Veterinaria, la Programmazione, l'Informazione e l'Analisi del Rischio. 

 

I compiti del Centro sono:

  • Predisposizione di piani di sorveglianza e protocolli operativi e conseguente analisi dei dati e divulgazione dei risultati;
  • sviluppo di procedure per l'analisi epidemiologica e per le attività di sorveglianza;
  • modelli basati su tecniche di Social Network Analysis (SNA) e analisi spaziale a supporto delle attività di ricerca veterinaria e della definizione di piani di sorveglianza ed eradicazione;
  • elaborazione di sistemi informativi per la gestione dei dati e l'analisi epidemiologica;
  • ricerca, sviluppo, progettazione, realizzazione e gestione di Sistemi Informativi Geografici diffusi e pubblicati via web (web-GIS) per la visualizzazione, interrogazione e divulgazione dei dati;
  • analisi dei rischi in riferimento alla Sanità animale, alla Sicurezza degli alimenti e al Benessere animale e alla sicurezza nei laboratori;
  • formazione nel campo dell'Epidemiologia veterinaria, Statistica e Sistemi Informativi Geografici (GIS) a livello nazionale e a livello internazionale;
  • ricerca e sperimentazione su tecniche innovative di analisi spaziale dei dati e valutazione dei profili genomici dei patogeni.

 

Il COVEPI fornisce consulenza e servizi alle Organizzazioni internazionali quali OIE, FAO e OMS, a Istituzioni dell’Unione Europea, al Ministero della Salute e ai Servizi Veterinari delle Regioni e delle Aziende USL, agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, ad altre Istituzioni non sanitarie e alle Associazioni di allevatori e consumatori.

 

 

 

 

 

 

 
 
 
© IZSAM Ottobre 2016
 
 
 
 
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Istituto Zooprofilattico Sperimentale

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