Gamberi blu nei fiumi abruzzesi

 

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” è impegnato dal 2009 in un progetto di ripopolamento del gambero di acqua dolce autoctono (Austropotamobius pallipes, Lereboullet 1858) nei fiumi e torrenti della regione Abruzzo. In questi anni è stato realizzato, sul fiume Tirino, in collaborazione con il Comune di Capestrano (AQ) e la Provincia dell’Aquila, un centro di riproduzione per questa specie. Inoltre, nell’ambito delle proprie attività di salvaguardia dell’ambiente, l’IZSAM ha portato avanti, negli ultimi anni, un costante monitoraggio della specie nei principali bacini idrografici della regione, anche avvalendosi dell’esperienza e della presenza nel territorio di alcune cooperative ambientali locali.

Queste attività di monitoraggio hanno messo in luce realtà diverse: aree in cui il gambero è purtroppo scomparso, anche in seguito al verificarsi di focolai epidemici di “peste del gambero”, e zone in cui le popolazioni locali sono fortunatamente in espansione.

 

La presenza sul territorio ha anche consentito di documentare fenomeni inattesi, ad esempio, la presenza di gamberi dall’intensa colorazione blu cobalto. Nell’ultimo trimestre del 2013 questi animali dal colore inusuale sono stati osservati in due torrenti differenti del bacino idrografico del fiume Aterno-Pescara: il Fosso Samocito e il Fiume Tirino.

 

L’anomalia cromatica osservata è un fenomeno naturale. Nel tegumento del gambero autoctono sono, generalmente, presenti pigmenti responsabili della colorazione scura dell’esoscheletro, come l’astaxantina che maggiormente contribuisce a conferire il consueto colore rosso-mattone. I gamberi di colore blu non sono in grado di produrre astaxantina e nel loro tegumento prevale la presenza di emocianina, una metalloproteina che si trova nell’endolinfa, responsabile del trasporto dell’ossigeno ai tessuti. L’emocianina contiene atomi di rame legati a gruppi prostetici coordinati da residui di istidina e la sua ossigenazione provoca un cambiamento di colore passando dalla forma deossigenata Cu(I), non colorata, alla forma ossigenata Cu(II) colorata di blu. L’utilizzo dell’emocianina al posto dell’emoglobina è un adattamento tipico delle specie, soprattutto negli esemplari che vivono in ambienti particolarmente freddi e con bassa concentrazione di ossigeno.

In conclusione, il fenomeno, apparentemente allarmante, trova una spiegazione del tutto naturale nella fisiologia della specie.

 

Documento in formato Adobe AcrobatSegnalazione Faunistica(900 KB) "Quaderno di Studi e Notizie di Storia Naturale della Romagna" (giugno 2014)

 
 
 
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