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I principali avvenimenti di interesse epidemiologico in questi ultimi mesi in Italia ed in Unione Europea.

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Malattia Vescicolare del Suino: focolai in Molise

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Misure di associazione in epidemiologia

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Malattia Vescicolare del Suino: focolai in Molise

La Malattia Vescicolare del Suino (MVS) è una malattia infettiva contagiosa che colpisce i suini causata da un RNA virus appartenente alla famiglia Picornaviridae, genere Enterovirus.

La malattia può manifestarsi come un'affezione vescicolare subclinica, lieve o grave, a seconda del potere patogeno del ceppo virale coinvolto, dell'età dei suini colpiti, della via d'infezione, della dose infettante nonché delle condizioni di stabulazione dei suini.

Negli ultimi anni la malattia è comparsa prevalentemente con un decorso sub clinico o lieve: situazioni particolari, come il trasporto specie in condizioni di sovraffollamento, la ricomposizione dei gruppi, le variazioni estreme di temperatura, possono condizionare l'insorgenza della sintomatologia clinica.

Nel dicembre 2011 la MVS è stata rilevata in Molise in un'azienda in provincia di Campobasso.

La MVS fa la sua comparsa in Molise dopo 4 anni di silenzio: gli ultimi focolai risalgono al 2007, quando, nel mese di gennaio, 11 focolai furono notificati in provincia di Campobasso.

Il 3 dicembre 2011, presso un'azienda sita nel Comune di Riccia, in provincia di Campobasso, sono stati prelevati e controllati per MVS 10 suini. Al primo test di screening effettuato (tramite tecnica ELISA) presso l'Istituto G. Caporale di Teramo, nove campioni sono risultati positivi, e conseguentemente sono stati inviati per la conferma al Centro nazionale di referenza per le malattie vescicolari (CERVES), presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna. Il CERVES ha confermato la positività mediante la prova Sieroneutralizzazione. Mediante l'Elisa trapping è stato inoltre possibile differenziare le classi anticorpali IgM e IgG per definire l'età dell'infezione (infezione recente, infezione remota). Tutti i campioni sono risultati negativi alla ricerca di anticorpi della classe IgM e positivi per quelli della classe IgG.

L'azienda è stata posta sotto sequestro dal servizio veterinario dell'Azienda Sanitaria regionale del Molise (ASReM) che ha eseguito un secondo prelievo di sangue su tutti i suini presenti ed un prelievo di un pool di feci per effettuare la ricerca diretta del virus. La PCR effettuata sul campione di feci, eseguita dal CERVES, ha dato esito positivo, confermando la presenza del virus nell'azienda. Come previsto dalle norme si è proceduto ad abbattere i 10 suini presenti in azienda.

L'indagine epidemiologica condotta sul focolaio ha permesso di stabilire l'origine dei suini positivi alla MVS. In base all'analisi del registro di stalla e dei modelli 4 relativi alle movimentazioni degli animali, si è potuto risalire alla provenienza dei suini infetti. In particolare, gli animali provenivano da un'azienda sita nel Comune di Colletorto (provincia di Campobasso), con indirizzo produttivo "ingrasso", controllata, con esito negativo, il 3 dicembre 2011. Inoltre, l'esame del modello 4 che accompagnava i suini ha evidenziato incongruenze sulla identificazione degli animali. Ulteriori indagini hanno permesso di concludere che la provenienza degli animali identificata inizialmente non era corretta e in realtà i suini provenivano probabilmente da un'azienda pugliese.

Successivamente, grazie al rintraccio e al controllo di tutte le partite di animali movimentate dal mese di Settembre dall'azienda sita nel Comune di Collotorto, sono stati confermati, sempre in provincia di Campobasso, altri 4 focolai: 2 nel Comune di Jelsi, 1 nel Comune di Mirabello Sannitico e 1 nel Comune di Riccia. Nella Figura 1 sono visualizzati 4 dei 5 focolai, in quanto 2 hanno coordinate geografiche quasi sovrapponibili. Tutti i focolai sono allevamenti di tipo familiare. Per ciascun focolaio, sono state definite attraverso l'emanazione di provvedimenti regionali la Zona di Protezione e la Zona di Sorveglianza, per un raggio, rispettivamente di 3 e 10 km attorno ai focolai.

Nella Zona di Protezione sono previste le seguenti misure:

  1. verifica della consistenza di tutte le Aziende che detengono animali appartenenti alle specie sensibili alla malattia vescicolare con relativo controllo documentale dei registri aziendali e delle movimentazioni;
  2. controllo sierologico di un campione di animali in tutte le aziende di cui al precedente punto a), di ogni tipologia e consistenza non prima che scadano i 28 giorni successivi al completamento delle operazioni preliminari di pulizia e disinfezione dell'azienda infetta;
  3. visite cliniche periodiche nelle stesse aziende: la frequenza delle visite è valutata dal Dipartimento di Prevenzione - U.O.C. Sanità Animale dell'Azienda Sanitaria Regionale Molise di Campobasso, considerando le aziende che presentano i maggiori rischi;
  4. divieto di circolazione e di trasporto degli animali appartenenti alle specie sensibili sulle strade pubbliche o private ad eccezione delle strade di accesso alle aziende e, in caso di transito di animali trasportati su strada o per ferrovia a condizione che non siano effettuate operazioni di scarico o soste;
  5. i mezzi e le attrezzature utilizzati nella zona di protezione per il trasporto di suini o di altri animali o di materiale che potrebbe essere contaminato, in particolare alimenti, letame o liquami, non possono uscire da aziende ubicate nella zona di protezione, dalla zona di protezione stessa, né da un macello, se non sono puliti e disinfettati conformemente alle procedure stabilite dal Veterinario ufficiale che provvede, in particolare prima di ogni uscita dalla zona, ad ispezionare i mezzi di trasporto dei suini;
  6. i suini non possono uscire dall'azienda in cui si trovano durante i 21 giorni successivi al completamento delle operazioni di pulizia e di disinfezione preliminari dell'azienda infetta. Trascorsi i 21 giorni può essere autorizzata dal Veterinario Ufficiale l'uscita dei suini dall'azienda per essere trasportati in un macello ubicato di preferenza nella zona di protezione o nella zona di sorveglianza a condizione che:
    • i suini dell'azienda siano sottoposti ad un esame clinico;
    • i suini destinati al macello siano sottoposti ad un esame clinico;
    • i suini siano stati contrassegnati individualmente con un marchio auricolare o sigillati a cura del veterinario ufficiale;
    • il trasporto sia effettuato con mezzi sigillati a cura del veterinario ufficiale.

Nella Zona di Sorveglianza sono previste le seguenti misure:

  1. verifica della consistenza di tutte le Aziende che detengono animali appartenenti alle specie sensibili alla malattia vescicolare con relativo controllo documentale dei registri aziendali e delle movimentazioni;
  2. visite cliniche periodiche nelle aziende di cui al precedente punto a): la frequenza delle visite è valutata dal Dipartimento di Prevenzione - U.O.C. Sanità Animale dell'Azienda Sanitaria Regionale Molise di Campobasso, prendendo in debita considerazione le aziende che presentano i maggiori rischi;
  3. eventuale controllo sierologico nelle aziende considerate a rischio;
  4. divieto di qualsiasi movimento di suini diverso da un trasporto diretto verso il macello a partire da un'azienda della zona di sorveglianza, qualora i suini siano stati introdotti nella stessa azienda nel corso dei 21 giorni precedenti; una registrazione di tutti i movimenti dei suini dovrà essere conservata dal proprietario degli animali o dalla persona che se ne occupa;
  5. il trasporto dei suini al di fuori della zona di sorveglianza può essere autorizzato in provenienza dalla singola azienda purché:

  • tutti i suini presenti nell'azienda siano stati ispezionati 48 ore prima del trasporto;
  • sia stato effettuato, 48 ore prima del trasporto, un esame clinico, con risultato negativo dei suini da trasportare;
  • un esame sierologico di un campione statisticamente significativo dei suini da trasportare, che non abbia rilevato la presenza di anticorpi contro il virus della malattia vescicolare dei suini, sia stato effettuato nei 14 giorni che precedono il trasporto. Per quanto concerne i suini da macellazione l'esame sierologico può essere effettuato sulla base di campioni di sangue prelevati nel macello di destinazione designato;
  • ciascun suino sia stato individualmente munito di un marchio auricolare o identificato con altro mezzo autorizzato;
  • i camion, nonché gli altri mezzi ed attrezzature utilizzati per il trasporto di detti suini o di animali, siano stati puliti e disinfettati dopo ciascun trasporto.
  • Allo stato attuale, alla luce dei controlli che si stanno conducendo sul territorio interessato, non sono stati individuati altri focolai.

I punti critici della situazione odierna in Molise, come risultato dall'indagine epidemiologica, sono rappresentati:

  • dalla movimentazione illegale di suini con stato sanitario sconosciuto;
  • dai problemi derivanti da una applicazione incostante e incompleta delle norme sull'identificazione degli animali;
  • dai controlli a volte carenti da parte delle Autorità sanitarie;
  • dalla incompleta georeferenziazione degli allevamenti (37 % circa del totale; dati forniti dalla Banca Dati Nazionale (BDN) dell'anagrafe zootecnica istituita dal Ministero della Salute presso il Centro Servizi Nazionale (CSN) dell'IZS Abruzzo e Molise).

Inoltre, non potendo risalire con certezza all'origine dei suini infetti, non è possibile stabilire la corretta applicazione di tutte le norme di biosicurezza sia negli allevamenti che sui mezzi di trasporto utilizzati.

Mortality and Immortality

Figura 1.
Distribuzione geografica dei focolai di MVS in Molise, 2011-2012. Fonte dei dati: Siman

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A cura di Francesca Sauro & Lucio Marino. Istituto G. Caporale, Sezione diagnostica di Campobasso.

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