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Il centro di formazione e informazione internazionale dell'Istituto G. Caporale di Teramo. Le sfide di oggi e di domani, tra continuità e innovazione
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La Sindrome da spopolamento degli alveari
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Una nuova emergenza in Europa: Schmallenberg virus
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Una nuova emergenza in Europa: Schmallenberg virus
Introduzione e descrizione della malattia
Un nuovo virus patogeno per gli animali è stato identificato in Germania nel mese di novembre del 2011, da allora un numero crescente di Paesi europei è stato interessato dalla circolazione virale. Le prime informazioni sul genoma virale hanno permesso di collocare il nuovo agente eziologico nella famiglia Bunyaviridae, genere Orthobunyavirus, sierogruppo Simbu, ed è stato denominato "virus di Schmallenberg" (SBV) dal nome della località tedesca in cui è stato segnalato per la prima volta. Allo stesso sierogruppo appartengono virus diffusi in Cina, Australia, Giappone, Corea, Israele, Asia, Perù e Kenya che causano patologia negli animali e nell'uomo. Ad oggi, le informazioni disponibili sul virus risultano limitate ma numerosi studi sono attualmente in corso. Il virus di Schmallenberg colpisce i ruminanti causando negli animali adulti sintomi aspecifici quali ipertermia, abbattimento, anoressia, elevato calo della produzione lattea e diarrea, con guarigione nell'arco di pochi giorni e disturbi della sfera riproduttiva come aborti, natimortalità e malformazioni congenite. Pur essendo alcuni Orthobunyavirus agenti di zoonosi, al momento appare improbabile che il virus possa causare una patologia nell'uomo considerando che in tutti i focolai di infezione finora confermati non sono stati rilevati casi umani.
Il test di laboratorio attualmente utilizzato, per la diagnosi di certezza di infezione da SBV, è la real-time RT-PCR. Numerosi laboratori europei sono al momento impegnati sulla messa a punto di test diagnostici sierologici, attualmente sono stati prodotti test di Sieroneutralizzazione e test di Immunofluorescenza Indiretta, mentre è stato commercializzato un primo Kit ELISA-indiretta. Informazioni complete sulle modalità di trasmissione della malattia, al momento attuale, non sono disponibili. L'ipotesi che la trasmissione avvenga tramite insetti vettori (Culicoides spp.) è stata confermata dalle positività a test specifici (PCR) su pool di Culicoides, catturati in Italia, Belgio e Danimarca, e dal periodo, tarda estate - autunno, nel quale si è probabilmente avuto il massimo delle infezioni, sulla base dei tempi di gestazione delle diverse specie animali colpite.
Situazione epidemiologica Europa
Nel novembre 2011, nella regione tedesca North Rhine-Westphalia, alcuni bovini hanno presentato una serie di sintomi aspecifici. Gli accertamenti eseguiti hanno consentito di escludere le più frequenti malattie dei bovini con sintomatologia sovrapponibile e di identificare un nuovo virus, che è stato chiamato "virus di Schmallenberg" (SBV) dal nome della località tedesca in cui è stato segnalato per la prima volta. Le Autorità Sanitarie dei Paesi europei hanno predisposto una campagna di sensibilizzazione nei confronti di questo nuovo patogeno per il rilievo di qualsiasi quadro sintomatologico riconducibile all'infezione da SBV.
Il rilievo dell'infezione in altri Paesi europei non ha tardato a presentarsi: nuovi casi nei ruminanti sono stati registrati in Belgio, Olanda, Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Italia e Spagna (Tabella 1, Mappa 1, Grafico 1). Recentemente la presenza del virus è stata confermata nei vettori del genere Culicoides, catturati nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2011, in Italia (Obsoletus complex), Belgio (rispettivamente C. obsoletus e C. dewulfi) e Danimarca.
Si può parlare di epidemia da SBV in Europa? Si può sicuramente affermare che gli effetti più gravi dell'infezione dovuta ai virus appartenenti al sierogruppo Simbu si osservano quando tali virus entrano in contatto con una popolazione animale suscettibile indenne, situazione che si sta verificando in Europa. Inoltre il numero di specie di vettori potenzialmente in grado di trasmettere l'infezione sembra elevato. Considerando, quindi, l'estensione geografica dell'area interessata dall'infezione non possiamo escludere un'epidemia in Europa da SBV nel 2012.
L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato due relazioni sul virus Schmallenberg.
La prima, pubblicata nel mese di febbraio, considera i possibili scenari riguardanti le modalità con cui il nuovo virus, potrebbe diffondersi tra gli animali nei prossimi mesi. A causa delle limitate informazioni epidemiologiche, l'EFSA ha utilizzato come modello il virus della Bluetongue per valutare la probabilità di diffusione del virus di Schmallenberg nelle popolazioni sensibili europee. Nella descrizione dei possibili scenari epidemiologici che potrebbero svilupparsi nel prossimo futuro in Europa, l'EFSA conclude enfatizzando l'importanza che il numero di vettori e la temperatura ambientale hanno sulla diffusione del virus all'interno di una popolazione animale suscettibile. Inoltre l'EFSA sottolinea la necessità di disporre di ulteriori dati, forniti da tutti i Paesi europei coinvolti, per monitorare la presenza del virus di Schmallenberg.
La seconda relazione, pubblicata nei primi giorni di Aprile, è relativa all'analisi dei dati fino ad oggi ottenuti dai Paesi membri. Il virus, che sinora è stato accertato in otto Stati membri dell'Unione Europea (UE), può colpire tanto i ruminanti domestici quanto quelli selvatici, causando in taluni casi gravi difetti alla nascita.
Benché permangano incertezze e lacune nei dati, è importante sottolineare che la situazione odierna evidenzia che, se si ipotizza il peggiore scenario possibile, il numero di ruminanti infetti raffrontato al numero complessivo di tali animali in ciascuno Stato membro risulta basso.
Situazione epidemiologica in Italia
In Italia la presenza del virus di Schmallenberg è stata confermata il 16 Febbraio in un'azienda in Provincia di Treviso (Veneto). Il caso notificato all'OIE è rappresentato da un feto (positivo al test di Real Time RT-PCR per il Virus di SBV) ritenuto nell'utero di una capra deceduta per peritonite purulenta (Mappa 2). Ulteriori accertamenti diagnostici hanno consentito di evidenziare positività sierologiche (Sieroneutralizzazione e Immunofluorescenza Indiretta) nel capretto gemello del feto ritenuto, in 3 capre ed in un vitello della stessa azienda. Una bovina, in un'altra azienda in Provincia di Treviso, è risultata positiva al test diagnostico di Siero-neutralizzazione.
La circolazione virale è stata confermata nelle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia in 6 pool di insetti (Obsoletus complex) catturati dal 6 settembre al 25 novembre 2011 in 3 aziende e risultati positivi in PCR (Mappa 3).
Misure di controllo intraprese in seguito all'insorgenza dei focolai
Le misure di controllo messe in atto dai diversi Paesi interessati dalla circolazione virale prevedono il controllo dei vettori durante la stagione di attività e la rapida segnalazione dei sospetti di infezione da SBV. Il sospetto deve essere formulato qualora si riscontri una sintomatologia compatibile a quella determinata da infezione da SBV soprattutto nel periodo di massima attività dei vettori (tarda estate - autunno) e nelle specie suscettibili, tenendo in debita considerazione che fenomeni di natimortalità o nascita di animali malformati, possono verificarsi molto tempo dopo l'infezione della madre, al momento del parto, quindi in stagioni differenti da quelle di massima attività dei vettori. Non sono disponibili vaccini né trattamenti contro tale virus.
Dopo la conferma dei primi focolai di virus SBV in Europa, il Ministero della salute in Italia ha emanato alcune note finalizzate alla divulgazione degli sviluppi in campo scientifico ed epidemiologico della malattia e delle disposizioni della Commissione Europea in materia di monitoraggio e sorveglianza. Tutti i campioni prelevati nelle aziende in cui si sia manifestata sintomatologia sospetta, riferibile ad infezione da virus SBV, devono essere inviati al Centro di Referenza Nazionale delle Malattie Esotiche (CESME). Il CESME è l'Istituto individuato a partecipare ai gruppi di lavoro specifici organizzati dalla Commissione Europea ed è in stretto rapporto con i laboratori impegnati nella ricerca diagnostica nei confronti del virus SBV.
Ulteriori approfondimenti ed aggiornamenti sulla situazione epidemiologica sono disponibili nella sezione "Schmallenberg virus", costantemente aggiornata dal CESME, e nelle Ultime dal Benv del sito dell' Istituto G. Caporale.
Tabella 1. Allevamenti con casi confermati di SBV al 29 marzo 2012
Grafico 1. Allevamenti con casi confermati di SBV al 29 marzo 2012
Mappa 1. Distribuzione geografica dei focolai confermati e delle positività dei vettori al virus di Schmallenberg in Europa al 29 marzo 2012
Mappa 2. Localizzazione del caso di SBV in Italia
Mappa 3. Distribuzione geografica dei focolai confermati e delle positività al virus di Schmallenberg in Italia al 29 marzo 2012
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A cura di Rossana Bruno ( CESME ) & Andrea Carvelli (COVEPI)
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